ISC Comunanza


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Progetti Miniguide

Progetti

Progetto miniguide
A. S. 2007/2008

Antonio Amorosi, Fanciulli con cesta di carciofi e uccelli

Il nostro progetto Mini-guide si propone di far conoscere Comunanza, essenzialmente nei suoi aspetti storici ed
artistici.
Noi ragazzi della classe III B della Scuola Media di Comunanza abbiamo iniziato il progetto lo scorso anno.
Quest’anno, però, intendiamo parteciparlo a tutte le Scuole d’Italia.
La nostra scuola prende il nome dal famoso artista comunanzese Giuseppe Ghezzi .
Ecco un itinerario possibile da effettuarsi nel
periodo primaverile:
-
Chiesa di San Francesco, sorta su una proprietà dei nobili di Monte Passillo e nucleo originario dell’antico
paese.
-
Chiesa di S. Caterina.
-
Museo Diocesano.
- Visita guidata al
Centro storico.
- Visita guidata alla chiesa di Santa Maria de Teramo.

CENNI STORICI

I numerosi reperti archeologici disseminati un po’ dovunque testimoniano la presenza umana dall’età della pietra alle civiltà picena, Romana, tardolongobarda e medioevale e significano le origini antiche di questa cittadina.
Di INTERAMNIA POLETINA PICENI si parla nel 15 a.C.; era un centro importante come nodo viario e di approvvigionamento sulla SALARIA GALLICA tra Surpicanum e Urbs Salvia con diramazioni per Falerio e Novana; doveva certamente trovarsi dove oggi sorge la chiesetta protoromanica di Santa Maria a Terme; nei pressi furono rinvenute le ampie stanze serbatoio di acque per pubblici bagni ed iscrizioni sepolcrali in onore della matrona ALINA “CARISSIMA ET PIENTISSIMA” e del “DIVUS DIONYSI FALERIENSIS” e dei “DIIS MANIBUS”.
La fondazione dell’attuale Comunanza è fissata all’anno 548 dell’era cristiana, come è riportato dal Marcucci nei Saggi delle Cose Ascolane, ma non ne è certo l’antico nome.
Attorno all’ ‘800 d.C., sul VIRIDARIUM, il fosso delle Cucciole di oggi, presso un antico ponte in pietra, risiedevano le famiglie di Truda, Teudaldo, Rodiperga, Bauilino e Teuderada, dipendenti dell’Abbazia di Farfa e di chiara origine longobarda. Non lontano sorgeva il castello di Monte Passillo, tra i cui nobili è da annoverare anche Broccherio.
Per la sua posizione strategica, la fortezza fu pretesto di numerose guerre tra gli stati di Fermo e di Ascoli fin quando fu distrutta.
Dagli Ascolani, nell’ansa del fiume Aso, venne allora potenziato l’insediamento che nel 1324 si chiamava certamente “COMMUNANTIA MONTIS PASSILLI”; vennero costruiti edifici fortificati a picco sul fiume, le mura con 4 porte e “baloardi” che giravano per “mezzo miglio romano”, un ponte levatoio ed una torre di avvistamento e difesa.
La sua “ARMA” era un ponte di 2 fortini sotto il cui arco scorre un fiume; essa è ancor oggi lo stemma del Comune.
Venne potenziato il mulino a due macine per il cui funzionamento si creò uno sbarramento sul fiume e si scavò sulla roccia una lunga galleria di condotta ancora esistente e percorribile sotto la chiesa di S. Francesco presso cui era anche un
ospedale.
Sempre sul fiume venne realizzata una gualchiera per il trattamento del panno e delle pelli. La porta del ponte levatoio, in legno prima, in muratura poi, dava sulla piazza dove venne costruita la chiesa di Santa Caterina d’Alessandria, oggetto di modifiche e ritocchi fino all’ ‘800; a questa venne inglobata la torre campanaria, ove sono visibili pietre probabilmente provenienti dall’antico castello di Monte Passillo.
Tante vicissitudini animarono la vita comunanzese nel XVI e XVII secolo e solo all’inizio del XVIII il paese tornò ad una vita relativamente tranquilla: si costruirono nuove chiese e il teatro del popolo, nacquero nuove botteghe artigiane ed iniziarono l’attività archibugieri, sellai, tintori, lavatori del panno, carrai, intagliatori, ferrai etc.
Passata la rivoluzione francese e finita la prima repubblica romana, Comunanza fu per breve periodo governo con
motu proprio di Papa Pio VII; nel 1860 entrò nel Regno d’Italia.
A questa terra hanno dato lustro tanti suoi figli; di questi ricordiamo i famosi letterati Sinibaldo Antonini e suo nipote Aldo Manuzio, i famosi pittori Antonio Mercurio Amorosi, Sebastiano e Giuseppe Ghezzi, il grande caricaturista settecentesco Pierleone Ghezzi.

DA VISITARE

CHIESA DI SANTA CATERINA D’ALESSANDRIA : Chiesa Matrice, ricostruita nel XVIII secolo in stile neoclassico, con campanile già torre del castrum. L’interno, a navata unica, presenta decorazioni, statue e stucchi dell’artista ascolano Domenico Paci e suggestive Via Crucis di Scuola carraccesca del XVIII sec. Di grande interesse sono le opere raffiguranti “S. Giovanni Battista e Santa Giuliana”, “La Madonna di Loreto” di Giuseppe e Pierleone Ghezzi e di Antonio Mercurio Amorosi, artisti di grande fama operanti a Roma tra il XVII e XVIII secolo.
MUSEO DI ARTE SACRA : istituito nel dicembre 1999, raccoglie dipinti, oreficerie ed opere lignee delle nostre chiese; tra le altre opere sono esposte il “SAN LIBORIO” di Giuseppe Ghezzi, un S.S. Crocifisso duecentesco ed il reliquiario di Sant’Ercolano.
CHIESA DI SAN FRANCESCO : a pianta rettangolare, nelle mura verso il fiume presenta feritoie per archibugi e bombardiera. L’interno, a navata unica longitudinale, ha una cantoria e, ai lati, interessanti altari settecenteschi lignei ed in stucco. Dietro l’altare maggiore, forse opera del grande artista Sebastiano Ghezzi, vi è un affresco rappresentante S. Francesco che riceve le stigmate.
CHIESA DI S. ANNA : è in stile tardo-romanico, con portici nel prospetto e nel lato ovest e con campanile a vela; l’interno a navata unica con copertura a capriate e altare in stucco settecentesco. Fu fatta costruire dal letterato Antonio Caferri nel XVII sec. per farne un convento dei Frati Minori Conventuali, ma non fu mai usata per tale scopo.
CHIESA DI S. MARIA A TERME : realizzata in arenaria nel IX sec. al centro dello scomparso insediamento romano di “Interamnia Poletina Piceni”, è in stile protoromanico a pianta rettangolare. Essa presenta due bifore e doccioni nelle pareti laterali, archetti ciechi lungo tutto il perimetro e, nella facciata, forse con funzioni apotropaiche, interessanti elementi simbolici zoomorfi e fitomorfi. L’interno, parzialmente ricostruito, è a navata unica e presenta una decorazione fitomorfa lungo l’abside e, come elementi decorativi dei capitelli, resti di una cripta.
CHIESE EXTRA URBANE : S. Martino di Palombara, S.Sebastiano di Piane di Nasuto, S.Maria in Spino di Nasuto, S.Salvatore a Lago con interessanti affreschi del XIV e XV sec. Inoltre le chiese di S.Emidio di Ficocchia, S.Ilario di Cossinino, S.Agata di Valentina, S.S.Pietro e Paolo di Gabbiano, S.Nicola di Polica, S.Giovanni di Lisciano, S.Maria


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